Souto De Moura: l’ esperienza tattile dell’ architettura

L’architetto portoghese Eduardo Souto De Moura, nasce nel 1952 e si laurea in architettura alla School of Fine Arts nel 1980. Collabora con Noé Dinis per poi passare nello studio del grande architetto Alvaro Siza. Diventa professore di architettura presso l’ Università di Porto, e visiting professor a Parigi, Dublino, Havard, Losanna, Ginevra, Zurigo. Lavora nella sua città natale, dove realizza numerose opere. Tra le più conosciute: la casa a Moledo (1998), la casa del cinema dedicata a Manuel de Oliveira (2003), la casa in Cascais (2002), lo Stadio Municipale di Braga (2003), la Torre Burgo a Porto (2007), la Scuola Alberghiera di Portoalegre in Portogallo (2009). Nel 2011 riceve il prestigioso Premio Prizker.

 

Alcune costanti che si ripetono nella casa unifamiliare progettata da Souto de Moura sono: impianto rettangolare con più lati ciechi, prospetto principale costituito da una vetrata continua dietro la quale si organizzano gli ambienti principali della casa.
In particolare in casa a Moledo, modella il suolo creando delle terrazze irregolari non modificando le quote essenziali della topografia del luogo. Il fronte principale è costituito da grandi blocchi di granito posati a secco e ancorati a pareti di calcestruzzo armato e da una vetrata continua con affaccio verso il mare. Il retro della casa costeggia un fronte roccioso.

 

Un’ opera costituita da pietra ruvida, da legno grezzo, da natura, terra, muri a secco e contatto col mare: rivela gradualmente un’ intesa esperienza tattile dell’ architettura.

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